venerdì 28 luglio 2017

Analfapresbite

… oltretutto, sto diventando analfabeta. Oh, beh, in realtà riesco ancora a scrivere, della qual cosa, però, il mondo s'infischia; il grave e che non riesco più a leggere. E non parlo dei “promessi sposi” o della “critica della ragion pura”. Parlo di iscrizioni di minor interesse teorico ma di maggior utilità pratica, come i numeri sulla tastiera del telefono, per avere una minima probabilità di parlare con una persona di mio gradimento o le istruzioni per aprire le confezioni senza mangiare la plastica. È come vivere in Cina senza, però poter usufruire del vantaggio di essere cinesi.
Le date di scadenza sono scritte in geroglifici. Non capisco l'antico egizio ma so che non si usa da un bel po'; probabilmente, quindi, i prodotti sono tutti scaduti. Anche cuocere la pasta può diventare un problema. Per non fare una figura d'analfabeta, mi tocca inventare: “qui è scritto in sanscrito ma, per fortuna, un po' lo capisco; c'è scritto “tempo di cottura: a piacere”. Per fortuna posso sempre ricorrere alla saggezza popolare, quella tramandata per via orale o per via rettale e usare la legge del tagliolone. “È cotta la pasta?” “Ad occhio perocchio, è al dente perdente!”